Le fonti scritte su Lampedusa raccontano soprattutto storia recente. L’isola fu abitata fin dalla Preistoria e frequentata in età romana, come mostrano gli scavi archeologici, ma dal Medioevo rimase quasi deserta.
Un feudo senza abitanti
Nel 1436 il re Alfonso d’Aragona diede Lampedusa e Linosa in feudo a Giovanni De Caro, dei baroni di Montechiaro. All’inizio del Seicento le isole compaiono nel testamento di Ferdinando Tomasi, figlio dell’ultima erede dei Montechiaro. Nel 1667 Carlo II di Spagna concesse alla famiglia Tomasi il titolo di principe di Lampedusa: lo stesso titolo che nel Novecento porterà lo scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa, autore del Gattopardo.
I Tomasi però non fondarono mai un vero insediamento. Lontana dalla Sicilia e senza difese, l’isola divenne un rifugio per i pirati.
Maltesi, francesi, inglesi
Tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento a Lampedusa si stabilirono famiglie maltesi, poi francesi e infine inglesi. Le marine europee conoscevano bene il suo porto naturale: nel 1801 il tenente della Royal Navy William Swiney ne disegnò la pianta, pubblicata nel 1803 dall’Ufficio idrografico britannico.
26.000 ducati e una colonia
Per il Regno delle Due Sicilie la presenza straniera era un rischio: un’isola così vicina alla Sicilia non doveva diventare una base inglese. Le ricerche della Corona avevano messo in dubbio i diritti dei Tomasi, ma il re Ferdinando II preferì chiudere in fretta la questione: nel 1841 l’erario pagò alla famiglia 26.000 ducati per Lampedusa e Linosa.
La colonizzazione fu affidata a Bernardo Sanvisente, tenente di vascello della marina borbonica. Su Lampedusa cominciò nel 1843, su Linosa nel 1845. Sanvisente governò l’isola e nel 1849 pubblicò un’opera su di essa che ancora oggi è una fonte preziosa.
Da qui comincia la Lampedusa che conosciamo: il porto, le case dei coloni, i campi coltivati, le famiglie arrivate dalla Sicilia.
Fonti. A. Nobili, Artiglierie da fuoco nelle acque di Lampedusa fra storia e ritrovamenti, Soprintendenza del Mare, Regione Siciliana; carte della Bibliothèque nationale de France e dei Royal Museums Greenwich.